Lettera aperta ai compratori ORTOFRUTTA: Lime e Limoni

Il settore ortofrutticolo è impegnato a rifornire i consumatori di tutti i prodotti possibili, con la maggiore regolarità possibile. Come sempre, in queste situazioni di emergenza, sorgono le polemiche per presunti aumenti di prezzi, senza tenere presente che le oscillazioni di mercato in ortofrutta esistono da sempre, e che molto spesso enormi quantità di prodotti sono destinati purtroppo al macero perché in eccesso rispetto alla domanda ed invenduti, con gravi danni per gli operatori coinvolti. Però bisognerebbe anche che gli operatori, specialmente quelli più vicini al consumatore finale, recepissero le esigenze di mercato e stimolassero il consumo anche per adattarsi al meglio alle esigenze di tutti, aiutando anche il consumatore nell’acquisto dei prodotti più convenienti e salutari.

 

Sentiamo grandi appelli all’acquisto dei prodotti italiani, come se nella commercializzazione di prodotti provenienti da fuori Italia non ci fossero impegnati migliaia di lavoratori italiani, che si impegnano tutti i giorni a distribuire prodotti sani, genuini e convenienti. E come se gli oggetti che utilizziamo comunemente, dall’auto al cellulare, fossero sempre prodotti in Italia. E, ancor di più, come se i nostri prodotti agricoli non fossero destinati al macero senza la possibilità di venderne in grandi quantità nei mercati di tutto il mondo.

 

Non voglio addentrarmi nelle varie tipologie di prodotti, potremmo scrivere pagine e pagine, ma il caso dei LIME e dei LIMONI è particolarmente interessante.

Da quando è scoppiata la crisi dovuta alla diffusione del Corona Virus, la richiesta di limoni è molto cresciuta, ma allo stesso tempo, con la chiusura di bar, ristoranti, discoteche e tutti i luoghi di ritrovo, la richiesta di lime è crollata, dall’oggi al domani, senza preavviso.

 

Pertanto tutti gli importatori si sono ritrovati con grandi quantitativi di lime, ordinati magari in previsione della primavera e della Pasqua, quando i consumi normalmente aumentavano, con ben poche possibilità di vendita, e ciò ha determinato un fisiologico crollo dei prezzi.

 

Oggi come oggi, nel mercato all’ingrosso il LIME costa quasi la metà del LIMONE. Ma ha proprietà molto simili e può essere utilizzato esattamente come il limone.

Molta vitamina C, succoso e buono da spremere, semplicemente più aromatico e senza semi. Potrebbe essere un’ottima opportunità per far conoscere questo frutto ad un pubblico più vasto.

 

Viene prodotto maggiormente in Brasile e in Messico, ma anche in Italia ci sono delle importanti produzioni, anche se ben pochi lo sanno, sono ottime e potrebbero essere ben sviluppate con gli opportuni investimenti, se soltanto fossimo capaci di far conoscere il prodotto al grande pubblico.

 

E invece?

 

 

Andiamo a guardare i banchi di offerta dei supermercati. Dozzine di cassette di LIMONI, dei più svariati con prezzi oltre i 2 € al kg e un piccolo cestino dedicato al LIME, con qualche frutto per lo più appassito e in offerta vicino ai 4,00 €/kg.

 

Tutto questo è dovuto alla pigrizia degli operatori, al disinteresse per le situazioni che soltanto rompono le abitudini di acquisto che vedono relegato il lime in un piccolo spazio di nicchia, senza nessuna possibilità di diventare un prodotto di largo consumo con grandi benefici per tutti, prima di tutti i consumatori.

 

Allora su coraggio, diamoci da fare un po' tutti. Offriamo LIME in vendita al pubblico con prezzi inferiori ai LIMONI ! Diamogli maggiore spazio nei punti vendita mettendoli proprio accanto ai limoni, invece che in un angolino sperduto con prezzi da boutique.

Creiamo una opportunità ed evitiamo la distruzione di tonnellate e tonnellate di merce, che è sempre un delitto contro l'umanità, specie in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.

 

Buon lavoro a tutti!